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Reti a Maglia (Mesh)

di Pierluigi Paoletti

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La strada verso il nuovo passa anche dal cambiare visuale e modificare quello che fino ad oggi per noi è sempre stato normale. Se il modello dominante è stato fino a qui "ognuno per se", da domani dovrà essere "insieme è meglio, si spende meno e nessuno ci può manipolare". Le reti mesh insegnano questo e lo dicono oramai da molti anni, ma le persone ancora non erano pronte a questo cambiamento, oggi quel momento è arrivato e dovremo replicarlo in tutti i settori, nelle comunicazioni, nella banda larga, ma anche in economia con le economie locali collegate in rete, nei trasporti e nell'energia. Il tempo è scaduto e l'azione deve iniziare...

 

Oggi siamo abituati a pensare il rapporto con il nostro gestore telefonico e il provider di internet come se quello attuale fosse l'unico modello possibile. Oggi è un rapporto “uno, il gestore, a molti, noi”, in pratica lo stesso che viene replicato per tutte le erogazioni di servizi essenziali, energia, gas ecc. in questo caso noi abbiamo, spesso e volentieri, un monopolista che replica tutta una serie di costi sulle spalle di quell'uno che deve pagare salato il suo servizio.
Il rapporto quindi diventa o centralizzato dove da un solo punto di eroga il servizio a fette importanti di popolazione oppure nel migliore dei casi decentralizzato dove tante centrali sparse sul territorio erogano il servizio, come nel caso di Telecom: Nei due sistemi di distribuzione però è sempre e solo uno che distribuisce agli altri e da questi si fa corrispondere un canone o pagare una tariffa.


Non accade mai, perché sarebbe molto pericoloso per il monopolio delle società di erogazione dei servizi, che ognuno diventasse fruitore ed erogatore allo tempo del servizio con un rapporto diretto con tutta la rete costruita, la cosiddetta rete distribuita. In quest'ultimo caso ognuno è un nodo della rete che riceve e ritrasmette il segnale  e l'unione di tutti questi nodi costituisce una rete affidabile e di proprietà diffusa.

Questo modello, prendiamo l'esempio dell'energia, permetterebbe di non avere centrali megagalattiche che producono energia e la trasmettono in tutta la rete con enormi e antieconomiche dispersioni lungo il tragitto delle dorsali elettriche, perché l'energia si consuma a centinaia a volte a migliaia di chilometri di distanza. Non avremmo nemmeno tante piccole centrali decentrate che si occupano di gruppi di utenti omogenei per territorio, come nel caso delle centraline Telecom a cui ogni utenza è agganciata, ma avremo ogni utente che diventa fruitore e creatore della rete, nel caso ad esempio dell'energia, quella autoprodotta soddisferà il proprio fabbisogno e metterà a disposizione dei vicini a cui è collegato in rete, quella inutilizzata e viceversa.

Nel caso delle comunicazioni si potrebbe dire che se l'ultimo miglio anziché transitare sulla rete Telecom, gestito da vari operatori telefonici che l'affittano da Telecom, con costi che ricadono inevitabilmente sull'utente finale, venisse costruito con il sistema distribuito avremmo costruito una vera e propria rete di gestione dell'ultimo miglio, di proprietà dei cittadini all'interno della quale far circolare una serie di servizi GRATUITAMENTE perché di proprietà di chi la usa.
Tanti nodi che interconnessi fra loro comunicano e si possono scambiare dati e informazioni ad alta velocità, senza uscire dalla rete. Oggi infatti anche per comunicare con il vicino di casa, se utilizziamo il computer dobbiamo connetterci alla rete internet  con il nostro provider e rientrare e comunicare quindi con il computer del nostro vicino, con il telefono è la stessa cosa collegandoci alla centralina telefonica più vicina per entrare, tramite doppino telefonico nella casa del nostro vicino.
Con il sistema distribuito invece io ho un rapporto diretto con chiunque faccia parte delle rete e non ho necessità di intermediari. Avrò solo bisogno di un unico accesso alla banda della rete internet che verrà distribuito in tutta la rete e condiviso con gli altri attraverso ogni nodo dei sistemi attuali.

La particolarità è che in questo caso la condivisione della banda non penalizzerà gli utenti, ma ognuno riceverà e amplificherà il segnale addirittura aumentando la banda stessa potendo interloquire direttamente con ogni partecipante alla rete. In pratica io avrò una rete ad alta velocità in cui i costi di traffico dei dati all'interno della rete distribuita avranno un costo risibile se non nullo, pagando solamente quando si richiede l'accesso ad internet. La banda larga di questa rete sarà garantita perché se la rete, tramite il suo provider, acquisirà 10 megabit questi saranno 10 megabit reali e non nominali come spesso oggi avviene, sia in download e soprattutto in upload, garantendo così la possibilità di usufruire di servizi che invece oggi non riescono a decollare a causa della poca velocità della rete in upload come lo streeming, il voip ecc. La media delle nostre connessioni anche se nominalmente raggiungono gli 8 mega sono 2,5/3 in download e 0,4 in upload.
La rete inoltre acquisirà anche un potere contrattuale molto importante perché non sarà più il singolo utente a contrattare l'acquisto della banda soggiacendo alle condizioni imposte dai vari gestori, ma sarà tutta la rete locale nel suo insieme che acquisterà la banda riuscendo ad ottenere condizioni di gran lunga migliori rispetto al singolo.

Quello che salta immediatamente all'attenzione è che una rete a maglia così impostata sarà meno vulnerabile ai black out e alle catastrofi come un terremoto perché automaticamente i nodi cercano quello attivo più vicino e tutta la rete si riassesta automaticamente. Se per caso si interrompesse il flusso dell'accesso alla rete di internet o telefonica sarebbe sempre comunque possibile comunicare, trasmettere dati e informazioni attraverso la rete locale. Costerà molto meno gestirla e sarà molto meno manipolabile. Inoltre la stessa rete può dare, attraverso la gestione dei servizi alle imprese che potrebbero sfruttare la rete, un reddito o benefici ulteriori a coloro che ne fanno parte, servizi come lo streeming di film che invece di noleggiare il dvd, te lo scarichi da casa, la pubblicità dei prodotti locali attraverso canali televisivi dedicati alla comunità,. Oltre a questo ci sono i servizi di pubblica utilità possono andare dall'e-learning per i ragazzi malati collegando direttamente la scuola a casa, al telesoccorso alle persone anziane, la tv di quartiere o di città, sempre se non passa il decreto Romani ovviamente, servizi comunali come certificati, prenotazioni sanitarie ecc. grazie al riconoscimento dell'indirizzoIP  e moltissime altre cose che rientrando nell'ambito della rete e non avendo accesso ad internet costerebbero praticamente niente.

Ogni utente della rete dotato di smart phone potrà agganciarsi in qualunque punto, così come ogni pc portatile all'interno della rete. Le comunicazioni telefoniche potranno avvenire tramite voip consentendo un risparmio notevole e con risultati ottimi grazie all'ampiezza reale della banda. Un domani che il sistema distribuito sarà diffuso sarà anche possibile mettere in relazione le varie reti di gestione dell'ultimo miglio e magari poter utilizzare un unico account permettendo l'accesso con il proprio abbonamento anche in vacanza ove naturalmente sia presente questa tipologia di reti. Il risparmio rispetto ai costi attuali sarà circa un 40% in meno, forse anche di più, con un aumento delle prestazioni e delle possibilità operative.

Questa infrastruttura telematica necessaria come una strada o un sistema fognario attualmente viene fatta attraverso la posa in opera di costosissimi cavi di fibra ottica nel migliore dei casi e che proprio a causa dei costi elevati non è redditizia per chi la realizza, lasciando l'Italia in notevole ritardo tecnologico, con tutte le conseguenze che questo comporta a livello economico e di qualità della vita (clicca per ingrandire la cartina )

Utilizzando la tecnologia WI FI invece si può costruire questa infrastruttura a costi veramente bassi e dopo aver coperto le aree urbane è possibile anche procedere alla copertura di aree oggi digital divide. Pensate che sarebbe possibile costruire questa rete utilizzando il risparmio di un anno per le comunicazioni e di connessione della sola amministrazione comunale. Il contatto con l'amministrazione locale infatti sarebbe la cosa migliore per dare vita a questa rete nel territorio comunale, ma se questo non fosse possibile è sempre aperta la strada della costruzione dal basso con persone che autonomamente decidono di mettere il dispositivo di ricezione WI FI sul proprio tetto e iniziare a condividere la rete, anche perché la rete può svilupparsi in modo naturale e si assesta automaticamente. Raggiunta la soglia di 150/200 persone disposte a fungere da nodo mettendo il dispositivo sul tetto, meglio se di più, è possibile acquistare la banda tramite un provider e avere così la propria rete che accede anche a internet.
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Dal punto di vista ecologico e delle emissioni le reti a maglia che adottano dispositivi wireless hanno sul tetto di 20-30mW che servono più persone e consumano solo 6W di energia ad apparato, Per dare un riferimento i cellulari che teniamo in tasca vanno da 500 a 1500 mW.
I costi del dispositivo, vanno dai 70 ai 200 euro per i nodi più evoluti, l'impatto visivo è limitato e notevolmente inferiore ad una normale antenna o parabola.
Per installarla basta solamente la comunicazione al condominio perché l'installazione è libera e senza vincoli. Tecnicamente ha necessità di un punto dove avere energia elettrica eventualmente mettendo un contatore per conteggiare la spesa e far scendere nel proprio appartamento un cavo dati, magari utilizzando la canalina dell'antenna TV.

Queste non sono novità perché in giro per il mondo già ci sono da anni (qui ad esempio la rete catalana e quella greca)

Noi stiamo percorrendo sia la strada di un accordo con gli enti locali, sempre più sensibili a ridurre i costi, che quella dell'unione fra privati per il momento a Roma, Cerveteri, Ladispoli (chi fosse interessato ci scriva).

Pubblicato il 30/6/2010 alle 16.36 nella rubrica Diario.

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