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consumi
La differenza tra un Penny e un Natura Sì ? Solo i prodotti
3 maggio 2010
Se entriamo in un Natura sì (io lo faccio) pensiamo spesso di entrare in un luogo dove tutto è di qualità e di comprare prodotti sui quali la grande distribuzione non ha mai messo le mani.

Se i prodotti, comprati a prezzi esorbitanti , sono di ottima qualità è anche vero che facendo parte di un Gruppo d'acquisto solidale i medesimi prodotti si acquistano con un abbattimento di prezzo  di circa 1/3 .

Pur apprezzando l'offerta di prodotti di questa catena non possiamo fare a meno di pensare che il piccolo produttore agricolo (in futuro o già accade?) si troverà nella medesima situazione che si è trovato (o si trova) a fornire qualsiasi altra catena distributiva avendo anche i costi di certificazione biologica.

Un'altra questione curiosa anche su come si sia trasformata da Associazione ad Spa.



Questi i dati di Ecor Naturasì Spa :
(fonte GreenPlanet)
Dal 1 gennaio 2009 è operativa la fusione tra Ecor, la principale azienda di distribuzione di prodotti biologici in Italia, e NaturaSì, la più importante catena di bio-supermercati.
Ecor è in Italia il maggior distributore all'ingrosso di prodotti biologici e biodinamici nel comparto specializzato con un fatturato 2008 di 96,5 milioni di euro, in crescita del 15% sull'anno precedente.

Naturasì è la principale catena italiana di supermercati specializzata nella distribuzione al dettaglio di prodotti biologici e biodinamici, con 66 punti vendita in Italia e 2 in Spagna, un fatturato al consumo 2008 di 78 milioni di euro, in crescita del 20% rispetto al 2007.

La fusione è il risultato di una sinergia cresciuta negli anni, guidata da valori comuni, che aveva già portato ad un primo accordo azionario perfezionato nel luglio 2006: lo scambio per cui Ecor aveva ricevuto il 49% di NaturaSì e NaturaSì il 49% di Ecor.

CARATTERISTICHE DELLA NUOVA SOCIETÀ
Si è creata così un'azienda che copre l'intero processo distributivo e serve capillarmente un migliaio di punti vendita specializzati in tutte le regioni d'Italia.
Oltre ai 66 supermercati ad insegna Naturasì, parte in franchising e parte a gestione diretta, il gruppo può contare su 250 negozi associati al brand B'Io. Il resto comprende negozi "indipendenti" che, pur non essendo abbinati ad un marchio, si avvalgono dei servizi di distribuzione forniti da Ecor NaturaSì (circa 3800 prodotti a listino, consegne in tutta Italia, fino a quattro volte la settimana).

Il gruppo detiene anche la proprietà di Baule Volante, storica azienda bolognese, distributrice del biologico, acquisita nel marzo 2008: questa, con un fatturato di poco superiore ai 10 milioni di euro, serve in Italia circa 2500 punti vendita tra erboristerie e piccoli negozi specializzati.

Il pacchetto azionario della nuova società è per il 50% di proprietà della Ecor Holdig Spa (detenuta al 100 % dall'Associazione Antroposofica Rudolf Steiner di Conegliano, realtà non profit che investe i proventi in campo educativo e nella promozione dell'agricoltura biodinamica) e per il 50% dalla Montesano Spa (di proprietà dei soci storici di NaturaSì, gli investitori che fondando l'azienda nel 1992 colsero il valore non solo economico, ma anche sociale e culturale del prodotto biologico).

Il Consiglio di amministrazione della Ecor NaturaSì Spa è presieduto da Felice Lasalvia Di Clemente (già presidente di NaturaSì), mentre la funzione di amministratore delegato è stata affidata a Silvio Fabio Brescacin (prima presidente di Ecor).


LE MOTIVAZIONI
- Rafforzare il comparto dei negozi specializzati in Italia, in una situazione di mercato favorevole, che necessita però di essere supportata da una crescita di professionalità e da una riduzione dei costi

- lavorare sulla qualità dei prodotti per offrire al consumatore un biologico sempre più garantito e sicuro

- promuovere e diffondere la cultura e i valori del biologico.

In questo quadro, Ecor NaturaSì sta investendo nella produzione con la "Fattoria Di Vaira", l'azienda agricola molisana di cui, dal 2008, detiene una quota importante: qui, su 500 ettari, produce ortaggi, uva, olio, latticini con il metodo biodinamico e si propone come centro di divulgazione e di formazione per giovani che intendono avvicinarsi al metodo biodinamico di agricoltura.

Sul fronte della promozione culturale e della formazione, inoltre, la nuova società sta portando avanti il progetto Valore Alimentare, con la pubblicazione di una rivista ed una scuola di formazione per operatori che nel 2009 sarà aperta anche ai consumatori.


I NUMERI
Fatturato Ecor 2008: 96,5 milioni di euro
Fatturato Rete NaturaSì 2008: 78 milioni di euro
Prodotti commercializzati: oltre 4000
Punti vendita serviti: circa 1000, di cui 250 negozi B'io, 66 supermercati NaturaSì in Italia e 2 NaturaSì in Spagna.



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ECONOMIA
Lo Scec: L'organizzazione
5 ottobre 2009
Questa è l'organizzazione di Arcipelago Scec

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Lo Scec a Montemurlo
19 maggio 2009

Lo Scec a Montemurlo


Progetto Scec

Un salvagente verso un’economia sostenibile a Montemurlo

Domenica 24 Maggio ore 20,30

Piazza della Libertà

MONTEMURLO

Interverrà

Paolo Tintori

Presidente Arcipelago Toscana

Massimo Signori

Imprenditore tessile

Enrico Mungai

Candidato sindaco Montemurlo a 5 stelle

 

LAVORO
Messaggio per Beppe Grillo
30 gennaio 2009
 

Caro Beppe Grillo,

sono un piccolo imprenditore tessile di Prato che partecipa al progetto Scec insieme agli amici del Meet Up di Prato, Firenze e Pistoia.

Anche quest’anno si è concluso Pitti Immagine Filati e ogni anno che passa i pochi clienti sono grossi buyers internazionali che cercano sempre il miglior articolo al prezzo minore, avvalendosi della loro forza commerciale.

Se trovano interessanti gli articoli, al prezzo che vogliono, loro, possono valutare l’acquisto altrimenti fanno un sorrisetto di circostanza e se ne vanno dallo stand dove esponiamo i filati.

Sono francamente stanco di questa situazione e nel mio mondo ideale sogno un maglione fatto interamente a Prato da ditte che rispettano le regole e venduto ad un prezzo ragionevole.

Questo maglione l’ho prodotto grazie all’aiuto di diverse aziende che qui elenchero’:

Ho comprato la fibra a Prato , dalla ditta Tessilfibre la lana, dalla ditta Tessibel l’acrilico, poi ho tinto la fibra presso la Nuova Tintoria Jet , ho “filato la fibra” presso la Filatura Riofil, la Ritorcitura DueZeta ha eseguito una ulteriore lavorazione per conto della Manifattura Filati Effe Elle che ha ideato il filo.

Successivamente il Maglificio il Soffio che ha creato i modelli si è avvalso di una stireria conto terzi e di uno “smacchinatore” conto terzi che risponde al nome di Frosali Marco, tutti nel comprensorio pratese , tutte aziende pratesi , raggiungendo il maglione finito che accompagna questa lettera.

Questo maglione prodotto con lana pregiatissima è il risultato della lunga filiera artigianale pratese e costa 35 euro (di cui il 10% di scec nel caso venga accettata questa percentuale).

Cosa succede se lo stesso maglione che viene acquistato in negozio proviene da :

1. Azienda che ha delocalizzato all’estero la propria manodopera licenziando in Italia e spostando la produzione in paesi con manodopera “a basso costo”?

2. Azienda del distretto pratese che sfrutta il lavoro “cinese” illegale come il servizio fatto da Report e il lavoro della Guardia di Finanza insegna ?

3. Azienda che importa direttamente dalla Cina ?

Nel primo caso si ottiene il licenziamento di famiglie, che, dovranno acquistare maglie “delocalizzate” di qualità e prezzo inferiori, perché non potranno piu’ spendere 35 euro

Nel secondo caso si ottiene un aumento della illegalità e del lavoro nero a scapito di aziende che rispettano le regole e sono costrette a chiudere per mancanza di ordinativi.

Nel terzo caso si ottiene l’annientamento dei distretti produttivi tessili, come sta avvenendo anno dopo a Prato, e lo sgretolamento della filiera pratese che è il fiore all’occhiello del Distretto.

Dobbiamo quindi essere fieri di pagare un maglione 35 euro ( che dà lavoro a una decina di persone che non vengono sfruttate, ma fanno il loro mestiere con passione), ma allo stesso tempo bisogna dare la possibilità alla gente di poterselo permettere invertendo la tendenza odierna per la quale siamo costretti a comprare roba di merda perché non possiamo permetterci roba buona.

Noi di Arcipelago toscana, per quanto ci è possibile, cercheremo di alleviare il “peso” di un prodotto fatto a Prato di prima qualità creando un circuito di aziende che accettano lo Scec

e distribuendo i buoni locali alla gente.

Massimo Signori

 


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permalink | inviato da ilSigna il 30/1/2009 alle 15:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
ECONOMIA
Perchè ci battiamo per una filiera corta?
22 gennaio 2009
Ci si imbatte giornalmente in notizie come questa:

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Otto tipi di pennarelli colorati, frequentemente utilizzati dai bambini, sono stati inseriti nel 2008 nella lista nera dei Nas perche' contengono benzene, piombo e cromo. Lo ha detto il Ministero della Salute rispondendo a un'interrogazione parlamentare, secondo quanto rende noto l'associazione 'Codici' in un comunicato. ''Si tratta, in 6 casi su 10 - precisa la nota - di giocattoli made in China. Nel restante 37,5% il paese d'origine e' sconosciuto. Alcune partite sono gia' state sequestrate, ma le ricerche sono ancora in corso''. Codici precisa che l'Istituto superiore di Sanita', al quale sono stati sottoposti campioni dei pennarelli incriminati, ha evidenziato la presenza di benzene nel 75% dei casi, e nel restante 25% la presenza di piombo e cromo al di sopra dei limiti di legge. ''Spesso i genitori - dichiara la responsabile ambiente Codici Valentina Coppola - prestano la massima attenzione ai prodotti alimentari che fanno mangiare ai loro figli, ma non hanno la medesima attenzione per abbigliamento o giocattoli. E' importante, invece, essere vigili perche' in alcuni Paesi extraeuropei i materiali utilizzati per confezionare questi prodotti possono contenere percentuali anche significative di sostanze dannose per la salute''. Codici conclude invitando i genitori a controllare ''sempre la provenienza dei prodotti e, in particolare, che riportino la garanzia del marchio Ce'', e chiedendo alle autorita' ''maggiori controlli''. (ANSA).

La soluzione a questo problema è la filiera corta che riduce le difficoltà della tracciabilità del prodotto ed è facilmente perseguibile attraverso i G.a.s. o attraverso il progetto Arcipelago Scec .

 
Cercando si puo' scegliere di non incappare in certi prodotti, o nel caso in cui un prodotto faccia schifo andare direttamente dal produttore e picchiarlo fisicamente.



Ma con lo Scec chi ci guadagna...
21 gennaio 2009
...sembra impossibile ma quando proponiamo lo scec a negozianti , aziende e persone comuni la gente sospetta il fatto che i VOLONTARI che fanno parte del progetto non ci guadagnano niente.

In fondo li capisco chissà quante fregature hanno preso dalle associazioni di categoria...

pubblico questo articolo interessante di Luca Vannetiello di Arcipelago Campania che puo' essere molto esplicativo.

Cari SCEiCchi...
Posted by rosanna on December 23, 2008, 9:29 am di Luca Vannetiello

Cari SCEiCchi,
la prima distribuzione degli SCEC è avvenuta il 6 maggio del 2007 in una riunione con circa 100 persone. Dopo un piccolo intervento esplicativo. Da allora ogni volta che si spiega lo SCEC e il suo funzionamento arriva il momento in cui viene sollevata, con alcune varianti, la domanda più importante:
ma chi ci guadagna? ma voi (promotori/ass. Masaniello) che cosa ci guadagnate? Se tutto è gratuito da dove ci guadagnate?

La risposta è di quelle che lasciano tutti interdetti: Niente!
Chiunque promuove lo SCEC non ci guadagna.
Chi promuove lo SCEC, fino ad ora, usa lo SCEC nel suo lavoro, lo usa come strumento di promozione e lo usa come strumento di libertà.
Lo usa come Soldi, usa i soldi-SCEC insieme ai soldi-Euro.
Forse ribaltando la questione la risposta è: Tutto!
Perché è la possibilità di fare incontrare la domanda e l'offerta, il lavoro con il disoccupato, e la possibilità di dare potere di acquisto ai soldi-euro.

Sia chiaro, non siamo ingenui, sappiamo che con il solo volontariato non si va lontano. Ci stiamo impegnando per creare filiere corte, per aprire un negozio nel quale la % di SCEC sui prodotti venduti è alta, per far incontrare fornitori con commercianti, per creare lavoro, o meglio, per far incontrare il lavoro con il disoccupato, perché ce n'è tanto sia dell'uno che dell'altro.

Un abbraccio
lucariello masaniello vannetiello

P.S. Nella pagina “multimedia” del sito dell Libera Pluriversità di Napoli è possibile vedere i primi simposi tenutisi il 22 nov. Sappiate che vederli da casa non vi darà diritto alla laurea finale. Heeheh
www.liberapluriversita.wordpress.com


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permalink | inviato da ilSigna il 21/1/2009 alle 10:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
ECONOMIA
Incredibile , per favore guardate e commentate !
22 dicembre 2008
Sono rimasto stupito da questo video apparso in rete.

Nel ringraziare l'autore , vi prego per cortesia di approfondire l'argomento affinchè se ne sappia piu' possibile.


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permalink | inviato da ilSigna il 22/12/2008 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
vita familiare
La manualità ci salverà dalla crisi
14 dicembre 2008
Dobbiamo assolutamente cambiare lo stile di vita !

Non piu' sms,sky,tom tom,griffes etc ma cose reali.

La manualità ci salverà da noi stessi.

Cerchiamo un Gruppo di acquisto solidale vicino a dove abitiamo, cerchiamo passatempi manuali , cerchiamo di fare gite nel verde per avere un buon rapporto con la natura e gli animali.

Facciamolo a poco a poco, disintossichiamoci lentamente dal consumismo e i suoi derivati.

Compriamo poco, compriamo bene.

Pensiamo prima di comprare.

Facciamo un piccolo Orto se abbiamo un pezzo di terra (occhio che non ci siano inceneritori vicino)

Non compriamo a rate ma con i soldi nel portafoglio.

Non investiamo in prodotti bancari nei quali guadagna solo la banca.

Esistono delle realtà che portano a tempi lontani ma sono novità per la nostra generazione.

Grazie a facebook ho conosciuto una ragazza che ha la passione per il lavoro a maglia.

Io , vendendo filati in questo settore all'estero, pensavo che in Italia il settore fosse morto e invece guardate qua che passione www.knittable.blogspot.com !

Il cambiamento è intorno a noi e nella nostra testa occorre approfittarne, piano piano.

Internet è pieno di sorprese:

Prima lezione : iniziare a sferruzzare



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permalink | inviato da ilSigna il 14/12/2008 alle 10:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
ECONOMIA
Un nuovo mondo è possibile : Oktober Scec
14 ottobre 2008

 

politica interna
Partecipa alla Chat di Arcipelago Toscana con Skype
13 giugno 2008

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permalink | inviato da ilSigna il 13/6/2008 alle 14:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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